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Don Ettore Dubini

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L'Editoriale

Comunicazioni periodiche e riflessioni a cura del Fondatore della Cooperativa Emmaus Don Ettore Dubini.

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Domenica 14 Ottobre 2012

Politica: "la forma più alta della carità"


2012-10-14_VII_dopo_martirio... affermato che i cristiani sono presenti nella storia come l’anima del mondo, non si può però nascondere, che essi sentono che la proposta della vita buona del vangelo è sottoposta quotidianamente a tentazioni gravi ...

 


Il grande Papa Paolo VI diceva, e ne era convinto, che “la politica è la forma più alta della carità”. Lo poteva dire perché aveva davanti a se personaggi della politica, da Dossetti a La Pira da Aldo Moro a Lazzati e tanti altri che davvero vivevano la loro esperienza politica come servizio al Paese. Ora noi siamo invece sconcertati perché non passa giorno che non venga alla luce qualche scandalo che tocca proprio coloro che dovrebbero fare della politica la forma più alta di carità, e che invece la vivono come una spregiudicata attività per sé e per la propria sete di potere. È tanto vero questo che il Card. Scola ha dovuto inserire, nella sua lettera pastorale, tra gli ambiti dove la fede è messa alla prova anche la presenza dei cristiani nella società. Una volta affermato che i cristiani sono presenti nella storia come l’anima del mondo, non si può però nascondere, che essi sentono che la proposta della vita buona del vangelo è sottoposta quotidianamente a tentazioni gravi. Quella di separare la fede dalla vita riducendo la fede a ruolo marginale. Quella di restare muti e impauriti dinanzi alle grandi questioni del nostro tempo: matrimonio, sessualità, famiglia e vita, economia, giustizia e politica. Infine la tentazione di ridurre la fede cristiana a “religione civile”. È chiaro che oggi più che mai i cristiani sono oggi chiamati a dare, alla luce di una fede adulta, un contributo di esperienza circa la loro visione sulle grandi questioni che il nostro tempo è chiamato ad affrontare. Lo scenario che si apre di fronte a noi non è certo tra quelli che invitano a entrare attivamente nella vita sociale e politica, ma sarebbe un grave errore tirarsi fuori e privare il nostro tempo dall’apporto positivo che in forza della nostra fede possiamo dare a questa società plurale con le testimonianza della vita buona del Vangelo.